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Nella città della nebbia

 

Ritorno.

Mia piccola Amélie, lei non ha le ossa di vetro. 
Lei può scontrarsi con la vita.

scritto dalla vale*
quando? martedì 16 settembre 2008
alle 23:46
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Bonjour, il pleut.

Soffia un vento freddo. Si infila sotto i vestiti ancora leggeri e annuncia silenziosamente l'arrivo dell'autunno.
E' questo vento, che ulula nelle orecchie e scompiglia i capelli, che mi porterà via, nell'altro posto - non altrove, ché Altrove non so ancora dove sia, solo un sogno lontano e impalpabile.
La sensazione che questo vento mi aiuti a fuggire, piuttosto che a trasferirmi, punge il mio cuore - cuore che ora sente tutto, cuore palpitante, rumoroso e indifeso, cuore completamente scoperto. 
Il diamante è stato infranto da tempo, il panno mordibido è ripiegato accuratamente in un cassetto. Ora respiro e vivo.
Sostengo come posso tutto il peso di questo settembre, così difficile. 
Giorni indefiniti, in cui il corpo occupa spazio in un luogo e una parte di me è già irrimediabilmente proiettata di là.
Come se ricominciare tutto, anche se in una nuova casa, con nuove persone, con nuovi corsi e altri undici esami, significasse riattraversare uno specchio. Odio l'idea che nonostante tutto aleggia dentro di me, che tutto quello sia un universo parallelo, perché significa che non toccherà mai davvero tutto questo, che sto per lasciare di nuovo. E mi chiedo se davvero desideri che questi due mondi si fondano, o se in realtà non preferisca che restino ben distinti. Consapevole che uno dei due sta prevalendo sull'altro. 
Esattamente come un anno fa, riempio la valigia di speranze, sogni, buoni propositi. E la chiudo con un po' di voglia di andare via, che non sono così convinta di voler nascondere.

scritto dalla vale*
quando? lunedì 15 settembre 2008
alle 12:22
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Back to the start

Parlano della fine del mondo imminente. 
Un esperimento che potrebbe rivelarsi fatalmente sbagliato. 
Io non ci credo. 
Mi piace semplicemente tessere discorsi complessi e iperbolici sulla mia fine, su quella giustizia universale che porterebbe ogni cosa - dal viscido verme al monaco illuminato - a diventare polvere di stelle, con lo stesso dolore inavvertibile, alla stessa velocità, nello stesso istante. Perdendo tutto e niente. Perché sarebbe la fine per ciascuno, senza distinzioni. 
E anche se in televisione e sui giornali sostengono che corriamo il rischio di essere inghiottiti da un buco nero, io, inguaribile romantica, continuerò a credere che, se proprio dobbiamo farla finita, lo faremo in modo estremamente romantico, esplodendo e trasformandoci così in una nebulosa. 
Torneremo ciò che eravamo: polvere di stelle. 
Donando estrema redenzione a una morte così stupida.
Mi diverto a immaginare come sarebbe, perché so che non succederà, e leggo per caso "Blues alla fine del mondo" di McEwan, che esplica così meravigliosamente bene il nostro senso apocalittico. 
Questa falsa minaccia del Cern non è altro che una sorta di esorcismo collettivo. 
Temo che non servirà a niente, tutto scorrerà inevitabilmente, inesorabilmente uguale. 
Forse, per un istante, quell'istante in cui ognuno di noi ha istintivamente creduto alla notizia e all'eventualità, le persone (la gente no, neanche in questo caso estremo) si sono fermate a pensare. Forse per un istante non calcolato - non preventivato - le persone hanno intravisto la bellezza nascosta prima al loro sguardo. Ma che il mondo in qualche modo cambi è ancora più improbabile della sua implosione incipiente. La bellezza resta un privilegio di pochi. E ogni cosa procederà nel suo lento rotolare, grigio e metallico.

scritto dalla vale*
quando? mercoledì 10 settembre 2008
alle 23:08
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Africa

11 agosto 2008
Gambo, Etiopia


Querido Manuel,
sono già trascorsi dieci giorni dalla mia partenza e ormai il mio viaggio è a metà.
Credo che da domani i giorni scorreranno veloci, finché potrò contare le ore che resteranno a dividerci.
Le giornate qui scorrono uguali e allo stesso tempo riservano ogni volta una qualche sorpresa.
E’ difficile descrivere quello che sto vedendo e solo da lontano sperimentando.
Il tempo qui è dilatato, perde i confini a cui noi siamo soliti aggrapparci, forse perché costretti dalle circostanze. Credo che tu ti troveresti immediatamente a tuo agio.
Non esiste un orario per un appuntamento e ogni cosa può essere rimandata al momento in cui si avrà voglia di farla.
Mi conosci e puoi immaginare che la mia natura non mi ha ancora permesso di abituarmi del tutto. Soprattutto di mattina, infatti, non avendo impegni fissi, succede che un’ora intera passi senza che io faccia nulla. Aspettiamo magari di trovare qualcuno che ci accompagni per una passeggiata, vaghiamo alla ricerca di qualche lavoretto da sbrigare.
Per fortuna, i bambini non mancano mai.
Afferrano la mia mano cinque o sei alla volta e questo basta loro per un sorriso.
Io non posso fare a meno di volere bene a ciascuno di loro.
Il mio senso materno, come dici tu. Mi piace pensare che vorresti baciarmi ogni volta che ne tengo uno tra le braccia.
Sento la tua mancanza. Vorrei averti qui, quando torno dalla pediatria verso sera, vorrei un tuo abbraccio e nel tuo abbraccio sciogliere parole che narrano di bolle di sapone, pennarelli e bimbi.
Basta così poco. Non miglioro la loro vita, solo un pomeriggio.
A volte mi sembra di ricevere molto più di quanto stia dando.
Mi chiedo se questo viaggio non sia più per me stessa che per la gente di qui.
Ogni giorno cerco di ricordare il motivo per cui ho desiderato questa esperienza. Non lo so, neanche dopo dieci giorni. Però sono felice, partita senza aspettative, in un certo senso ho trovato quello che cercavo.
E anche qui (quanti chilometri ci separano?) sono innamorata di te.

***

Questa lettera mai spedita è tratta dal mio diario.
E' difficile racchiudere in poche righe tutto il contenuto di queste tre settimane.
Forse, le immagini sono più eloquenti.

 
 

Venti.

Now the sky could be blue I don't mind
Without you it's a waste of time
Could be blue I don’t mind
Without you it’s a waste of time
[Strawberry Swing - Coldplay]

In questo momento della mia vita non potrei chiedere niente di più.
Niente di più della mia famiglia.
Niente di più di questo amore.
Niente di più degli amici, lontani e vicini.
Ho dimenticato tutto quello che prima avevo immaginato o sognato - forse anche temuto - dei miei vent'anni.
Sono sogni dimenticati, desideri sfumati in un presente che mi sta donando più di quanto potessi chiedere.
Del passato conservo solo ciò che oggi mi permette di essere quella che sono.
Mi chiedo ancora - quale di me? -, talvolta con più coscienza. Non ho le risposte.
Del presente bevo sorso dopo sorso ogni istante.

Ma lei disse, quel giorno, in omnibus per Shaftesbury Avenue, di sentirsi presente dovunque: non soltanto qui - "qui, qui", e battè le nocche sullo schienale del sedile - ma da tutte le parti. Fece un cenno con la mano, quel giorno, per Shaftesbury Avenue: dappertutto era, lei.
[Mrs Dalloway - V. Woolf]

scritto dalla vale*
quando? martedì 24 giugno 2008
alle 21:12
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Test musicale

La pubblicazione di questo test rappresenta l'apice della decadenza del mio blog.
Ora, le possibilità sono due: o mi areno sul fondo, inesorabilmente, e proclamo il silenzio stampa, oppure, poco alla volta, tento di risalire per restituirgli la dignità di un tempo.

1 - Impostare l'mp3 su "ripetizione casuale".
2 - Ad ogni domanda premete "avanti".
3 - Usate il titolo della canzone come risposta, anche se non ha senso, e non barate!
4 - Commentate l'effetto della risposta.


1-Come ti senti oggi?
Khorakhanè
[per la stessa ragione del viaggio viaggiare..]

2-Dove arriverai nella tua vita?
Replay
[pronta a ripetere tutto daccapo? uhm]

3-Come ti vedono i tuoi amici?
Lions
[colpa dei capelli o della tenacia?]

4-Ti sposerai?
Living hell
[urca..non è un buonsegno questo!]

5-Qual è la canzone adatta alle tue migliori amiche?
Mon menage a moi
[beeeeeene]

6-Com'è la tua vita?
A hard day's night
[eh eh]

7-Com'è stato il tuo liceo?
Talk
[tutte chiacchiere, ma anche sostanza, dai]

8-Qual è la tua filosofia di vita?
La cattiva strada
[che sarebbe quella che sto percorrendo..sisi]

9-Qual è la cosa più bella dei tuoi amici?
Gomma
[elastici...^^]

10-Che hai in programma per questo week end?
Bleeding love
[Nuuu O.o]

11-La canzone per descrivere i tuoi nonni?
Para muchacar meu coracao
[ma loro mi vogliono bene!!]

12-Come ti va la vita?
Te recuerdo Amanda
[..che è innamorata di..??]

13-Che canzone verrà suonata al tuo funerale?
Don't panic
[we live in a beautiful world!]

14-Come ti vede il mondo?
Water of love
[...ditemi che mi capite, invece!]

15-Avrai una vita felice?
How you see the world
[io il mondo non lo vedo proprio bene -.-']

16-Cosa pensano di te realmente i tuoi amici?
Six blade knife
[addirittura??]

17-La gente, segretamente, ti brama?
B D B
[che starebbe per?]

18-Come posso essere felice?
Le vent nous portera
[siiiii..via col vento!]

19-Cosa farai nella tua vita?
How to save a life
[l'eroina?? fico!]

20-Avrai dei figli?
Maria Catena
[tra matrimonio e figli si prospetta un futuro roseo..]

21-Se un uomo su un camion ti avesse offerto una caramella,che avresti fatto?
Picture of my life
[gli avrei scattato una foto ricordo, sisi]

22-Cosa pensa di te tua mamma?
Il testamento
[inquietante è dir poco.]

23-Qual è il tuo più grande segreto?
Everywhere
[eh, il dono dell'ubiquità!]

scritto dalla vale*
quando? venerdì 13 giugno 2008
alle 22:40
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Sulla mia pelle

Mentre tento di incidere sulla carta le mie parole.

La notte respira profumi di pace
li tocco con la mia pelle
non sento soltanto colori muti sulla mia pelle

Io non spegnerei la luce di un brivido
perché non vedrei più le stelle che ridono

- Sulla mia pelle, Carmen Consoli -

 
 

Ognuno danza con il suo demone e ogni storia finisce bene.

Assaggio la notte,
la notte che passa più svelta
su lente lenzuola di corsa
sudati si chiudono gli occhi
si spegne l'insegna dell'ultima vita di luce
rubate si finge il silenzio perfetto
l'esterno ti sembra di pace
la notte d'estate
intanto il rumore
nel buio dell'anima mia
che corre a gambe levate
sbattendo con forza
su muri di pelle e di ossa
un paio di ali
al vento
un paio di ali
al vento...

[Safari - Lorenzo Jovanotti]

scritto dalla vale*
quando? venerdì 30 maggio 2008
alle 12:24
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Prepararsi in tutta calma a essere un cristallo

Pass the parcel.

La lotta per le idee della rivoluzione in arte deve cominciare, ancora una volta, con la lotta per la VERITA' artistica, non nel senso di questa o quella scuola, ma nel senso della FEDELTA' INVIOLABILE DELL'ARTISTA AL SUO IO INTERIORE. In assenza di questa fedeltà non c'è arte. "Non mentire": ecco la formula della salvezza.
- da una lettera di Trockij a Breton del 1938 -

Ecco, la risposta.

scritto dalla vale*
quando? venerdì 23 maggio 2008
alle 16:37
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Solvuntur frigore membra (*)

Era davvero necessario questo perché io riprendessi in mano la penna e sentissi la necessità di graffiare la carta?
Non è altro che uno sfogo impulsivo, la violenta reazione della mia mano – come accompagnata da un’entità esterna – contro un luogo in cui fatico a ritrovare il mio posto.
Niente più di qualche pensiero sconclusionato, il cuore stretto dalla morsa dell’incomprensione, ancora una volta. Sentimenti vecchi. Usurati. Mai dimenticati? La carta sanguina.
Così la meraviglia, l’incanto di poche parole racchiuse nella maestosa semplicità e compostezza di un verso antico.
Il dramma nascosto in una battuta, che si svela alla mia mente, mentre la pioggia ticchetta insistente sul vetro della finestra – dà consistenza ai miei pensieri, che con la veemenza di un tempo tornano a scontrarsi contro le pareti del mio corpo – e allo stesso tempo li trascina via, come se goccia a goccia potessero disperdersi, annegare!
Ma se una goccia si confonde nel mare perde davvero la sua forma, la sua identità?
Un attore può essere spettatore di sé stesso? Chi non recita per godere intimamente dell’applauso? Può esistere un palcoscenico, quindi, senza che esso abbia di fronte un pubblico?

“I hold the world but as the world, Gratiano,
A stage where every man must play a part,
And mine a sad one”. (**)

E se questo fosse il problema dell’umanità?
Leggo tutto il rischio nella profonda verità di queste parole.
Chi, seppure inizialmente reticente, una volta trovato un ruolo sul palco, non sarà assalito da manie di protagonismo?
E se ciascuno di noi è in qualche modo costretto a trovarsi una parte…chi resta a guardare?
Esiste qualcuno dall’altra parte?
Ricordo che sul palco la luce dei riflettori acceca a tal punto che si è obbligati a spingere lo sguardo oltre la platea, perdendone così totalmente la percezione.
Forse interpretiamo tutti il ruolo di quel professore che, in una novella di Pirandello, espone la sua migliore lezione a una classe di cappotti e impermeabili appoggiati sulle sedie.
Solo un ultimo appunto – mentre la pioggia continua a cadere, imperterrita – non un pensiero pare legato a quello successivo stasera!
E se l'EQUILIBRIO non fosse altro che una delle ennesime FINZIONI umane? Se nel cercare disperatamente quell'equilibrio di cui abbiamo l'impressione di sentire il bisogno non percepissimo la straordinaria BELLEZZA del MOVIMENTO?
Un tuono, potente e distinto.
Un formicolio nelle dita a lungo intorpidite.
La carta sanguina.
(Hai ragione. Avverto l’incantevole privilegio delle nostre ali.)

* Eneide, Libro I - Virgilio
** Il mercante di Venezia - Shakespeare

 
 

Come Dio comanda

Rino Zena non sentiva più niente. Un vortice di terrore lo aveva risucchiato nella tenebra. Già si immaginava l'assistente sociale accompagnato da due carabinieri che gli sventolava davanti il tema di Cristiano.
E se lo sarebbe portato via. Per sempre.
E questo non poteva succedere, perché lui senza Cristiano non era più niente.
Rino ingoiò un groppo e si mise le mani davanti agli occhi. "Ma come cazzo ti vengono certe idee in testa?". Parlava a bassa voce, respirando con il naso. "Quante volte ti ho detto che bisogna tenersi tutto dentro... Che non bisogna mostrare a nessuno quello che pensi, che te lo mettono nel culo. Io e te siamo attaccati a un filo, lo capisci o no? E tutto lo vogliono spezzare. Ma nessuno ci riuscirà. Io sarò sempre con te e tu sarai sempre con me. E io aiuterò te e tu aiuterai me. Con il cervelletto che ti ritrovi non capisci che non bisogna mai mostrare la gola? Pensa alle tartarughe, pensa alle loro corazze. Pensa che devi essere così forte che nessuno ti può fare male". Diede un pugno al cruscotto con tale violenza che il cassettino si aprì sputando cartacce.
"Perché fai così, papà? Perché non mi credi?" disse Cristiano con la voce rotta.
"Non fare quella voce del cazzo! Mi pare che nessuno ti abbia fatto del male. Cosa sei, una bambina? Ti metti a frignare?"
Danilo fece segno a Cristiano di non prendersela e di stare zitto e cercò di mediare: "Dai, Rino, ti ha detto la verità. Tuo figlio non dice bugie. Lo conosci".
Rino per poco non se lo mangiò. "Tu stai zitto! Non ti devi intromettere. Io mi intrometto nei cazzi tra te e quella troia di tua moglie? Sto parlando con mio figlio. Quindi fai silenzio".
Danilo abbassò lo sguardo.
Cristiano si asciugò gli occhi con le mani. Nessuno osava più parlare. Stavano tutti in silenzio e si sentiva solo il sottofondo del fiume e le fronde che strisciavano sulle fiancate del furgone.

- da Come Dio comanda di N. Ammaniti -

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Any time at all

Abbandoniamo tutte quelle
storie sui peccati e i dolori
per dare forma al piacere
a quella strana voglia di vivere
sospesa e insolita...
onesta e insolita...
Fragile come un petalo
è l'aria che oggi respiro
sospesa e insolita.
[Le Vibrazioni - Insolita]

Abbiamo ceduto all'aprile, quell'aprile migliore di sempre.
E senza che potessi rendermene conto, impedire che succedesse, riparare il mio cuore così a lungo celato - ormai intorpidito - il diamante è andato in frantumi.
Senza un rumore, senza una lacrima, senza uno spasmo.
Respiro e mi ubriaco di quest'aria di primavera tanto agognata - quasi dimenticata.
Ascolto un battito timido, senza preavviso un suono liberato imbevuto di felicità, mentre appoggio il mio sorriso sulle tue labbra, sfiori la mia pelle con il tuo respiro.
*Any time at all*

scritto dalla vale*
quando? giovedì 1 maggio 2008
alle 19:44
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Ovunque proteggi [la grazia del mio cuore]

L'incanto di te...di te vicino a me.

scritto dalla vale*
quando? mercoledì 23 aprile 2008
alle 00:34
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Senza parole

scritto dalla vale*
quando? mercoledì 16 aprile 2008
alle 22:00
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