<body><script type="text/javascript"> function setAttributeOnload(object, attribute, val) { if(window.addEventListener) { window.addEventListener('load', function(){ object[attribute] = val; }, false); } else { window.attachEvent('onload', function(){ object[attribute] = val; }); } } </script> <div id="navbar-iframe-container"></div> <script type="text/javascript" src="https://apis.google.com/js/plusone.js"></script> <script type="text/javascript"> gapi.load("gapi.iframes:gapi.iframes.style.bubble", function() { if (gapi.iframes && gapi.iframes.getContext) { gapi.iframes.getContext().openChild({ url: 'https://www.blogger.com/navbar.g?targetBlogID\x3d1124496945150422163\x26blogName\x3dNella+citt%C3%A0+della+nebbia\x26publishMode\x3dPUBLISH_MODE_BLOGSPOT\x26navbarType\x3dBLUE\x26layoutType\x3dCLASSIC\x26searchRoot\x3dhttp://lavalenellanebbia.blogspot.com/search\x26blogLocale\x3dit\x26v\x3d2\x26homepageUrl\x3dhttp://lavalenellanebbia.blogspot.com/\x26vt\x3d6365986126909476262', where: document.getElementById("navbar-iframe-container"), id: "navbar-iframe" }); } }); </script>

Nella città della nebbia

 

Autumn leaves

E' già buio e con questa luce Corso Cavour mi piace.
Acquisisce qualcosa di assolutamente indefinito, come se i contorni - delle case, dei ciottoli, delle persone - si sfuocassero. Affondo il collo nella giacca e con le mani in tasca proseguo verso casa.
So, perché lo percepisco come un formicolio sul mio viso, che sto sorridendo.
Ed è un sorriso di fine ottobre, quello che illumina i miei occhi stasera.
L'autunno, con i suoi colori caldi e malinconici, è arrivato in silenzio, così mi sono accorta solo ora di quel sapore dolciastro che si respira nell'aria umida. Il tempo di inspirare con consapevolezza, un battito di ciglia e quell'ondata acre dell'autunno mi travolge e porta con sé il sentore dell'inverno e di tutti quei pensieri che ogni anno mi cullano, per poi lasciarmi inerte e delusa con la prima neve, che non è mai come l'ho desiderata.
Ed è così strano, per questo attimo, su questa strada, in questa città, provare tutto questo.

scritto dalla vale*
quando? lunedì 29 ottobre 2007
alle 18:34
Commenti :
 
 

Pavia bifronte

Tra poche ore tornerò a Varese, dopo il mio primo week-end trascorso qui, dopo due settimane intere passate nella mia nuova casa, con le mie coinquiline e i miei amici.
E se da una parte ho voglia di vedere la mia famiglia, di passare del tempo con i miei genitori e i miei fratelli, raccontando tutto di queste due settimane e della mia vita da sola, del primo esame e delle lezioni, delle discussioni sui massimi sistemi davanti a una cioccolata calda e delle ore di studio divertente, beh, dall'altra passerei ancora il fine settimana qui, magari senza l'angoscia dell'esame.
Perché Pavia è una città a due facce.
Durante la settimana le strade del centro - Corso Cavour, Corso Strada Nuova, Piazza della Vittoria - sono popolate al 90% da studenti, come se tutta la città non fosse altro che un enorme campus universitario, che raccoglie ragazzi di tutta Italia (se escludiamo la quantità non trascurabile di cinesi genialoidi). Come se gente normale, famiglie, coppie, bambini, vecchietti, qui non ci fossero o in settimana si traferissero da un'altra parte.
Poi arrivano il sabato pomeriggio e la domenica mattina. E improvvisamente le strade si popolano di vecchietti che vanno a Messa, signore distinte che girano per negozi, bambini che saltellano sul ciottolato pavese davanti a mamme e papà.
E in mezzo a tutto questo, ancora studenti.
E' una dimensione bella da vivere. Le due facce di Pavia, la sua giusta misura, la continua opportunità di conoscere persone nuove, i nuovi amici e le risate.
Quanto ridere, ogni giorno, ovunque. Quante opportunità di discorsi impegnativi, scambio di opinioni, consigli di lettura. Quanta serenità tra le mura della mia casetta.
Credo (e temo) che sia per questo che scrivo così poco.
Sto troppo bene, sono troppo felice...e perdo l'ispirazione, che, purtroppo, pare abbia un prezzo.

scritto dalla vale*
quando? venerdì 26 ottobre 2007
alle 09:34
Commenti :
 
 

Le verità di Federico (1)

* Elvis Presley è vivo e si trova in Argentina (grosso come un pallone areostatico). *

* Perché? Voi credete davvero che Lady Diana sia morta nell'incidente? E' viva e sta a New York, sotto falso nome. *

* Jim Morrison è morto (pace all'anima sua!) *

* Tonio Cartonio pure. *

* Adesso mi direte anche che credete che nel '69 l'uomo sia davvero sbarcato sulla Luna...magari dopo, ma nel '69 no! *

scritto dalla vale*
quando? lunedì 22 ottobre 2007
alle 00:06
Commenti :
 
 

Ratatouille


(Partirei anche stanotte stessa...)

Etichette:

scritto dalla vale*
quando? sabato 20 ottobre 2007
alle 00:57
Commenti :
 
 

Sunrise (in una giornata di nebbia)

- Povera, non ha retto l'eccessiva umidità dell'aria nuova.
- Dici?
- Pura libidine, quella golosona non era mai sazia.
- Mi spiace...
- Non guardarla così, piuttosto levala da qui, che i morti puzzano.
- Che cafona! Non sentirai la sua mancanza?
- Fammi pensare...no, non credo.
- Insensibile.
- Ho bisogno dei miei spazi, esattamente come te.
- Io mica mi lamento.
- No, non ti lamenti e hai spesso ospiti...
- E con questo? Patiti di Mafalda pure loro, sai?
- Te la stai spassando, eh?
- Mi diverto molto.
- Eheheh
- Non ridacchiare, ti cadono gli aghetti.
- Non hai ancora appeso il quadro...
- Lo so, mi dimentico...
- O non vuoi?
- Devi aver sentito quando l'ho descritto al Tommi.
- Vero.
- Ma in quel momento lui mi stava scaricando addosso i suoi pacchi, sai com'è.
- Ah, quindi quando lo guardi da sola non pensi alle stesse cose?
- ...
- Ah!
- Uf.
- Non sbuffare, ti prendo in giro.
- Sono oltre tutto quello.
- Mi lasci sinceramente basita.
- Che scema siderale.
- Stasera?
- Stasera crepes.

Listening to: PDA (We just don't care) - John Legend

scritto dalla vale*
quando? giovedì 18 ottobre 2007
alle 19:23
Commenti :
 
 

Semplicemente

Non so cosa stia succedendo...non so come tutto questo sia possibile.
Niente è come te lo aspetti. No, a volte può essere addirittura meglio.
A volte qualcosa di nuovo - un luogo, le persone - possono farti sentire bene.

Listening to: Hey there Delilah - Plain White T's

scritto dalla vale*
quando? martedì 16 ottobre 2007
alle 23:41
Commenti :
 
 

Sway

Ho avuto bisogno di jazz, in questi giorni.
Dico che succede quando mi lascio travolgere da qualsiasi tipo di emozione. Qualsiasi.
Poi, quando di mattina cammino per strada dentro la mia bolla di sapone, con quella leggera foschia che non è ancora nebbia, e raggiungo gli altri a lezione, quando mi ritrovo nella mia camera, di sera, mi lascio coccolare dalla voce di Billie Holiday.
Durante ogni istante della giornata, non mi concedo un attimo di tregua per respirare. Procedo un passo alla volta, un sorriso, una battuta, uno sguardo alla volta.
Mi diverto, mi diverto da morire. L'ultima volta che ho riso così tanto, piegata dal mal di pancia e con le lacrime agli occhi, ero a Ribadiso, seduta a un tavolo, con le mie amiche di sempre. Per colpa di un uomo bidimensionale.
Ieri sera ridevo con amici di due settimane. Per delle pecorelle che fanno un corso di recitazione, per delle barzellette da bambini. Ridevo prima di rimanere ammutolita per quasi due ore ad ascoltare Marco Travaglio in Aula Magna, che ci ha parlato di tangentopoli e Mani Pulite.
E poi ho riso di nuovo, mentre Crem passava vicino a noi e il barbone ci ha regalato quel momento di delirio puro.
Ecco, senza pretese, anche se ho due occhi disarmanti, anche se hanno un colore bellissimo e l'ultima volta che qualcuno me l'aveva detto ero seduta su una sedia di plastica bianca e soffiava un vento forte e secco, mentre la luna ci osservava con la faccia giusta.
E tutto quello, non aveva niente a che fare con questo. Assolutamente niente. Perchè questo è solo stare insieme e divertirsi, prendere appunti e intanto sfidarsi a giochi impossibili, mangiare un piatto di pasta e arrivare in ritardo a lezione. Applaudire Marzullo e presentarsi a Kitty.
Quello, quello è lasciarsi intorpidire dalle parole sbagliate dette al momento giusto.
E questo è semplicemente il momento di lasciarsi travolgere e addormentarsi sorridendo.

scritto dalla vale*
quando? giovedì 11 ottobre 2007
alle 21:25
Commenti :
 
 

Le uniche cose che non si rimpiangono

Oh and I rush to the start
Running in circles, chasing our tails
Coming back as we are..

- The Scientist, Coldplay -

scritto dalla vale*
quando? lunedì 8 ottobre 2007
alle 23:10
Commenti :
 
 

Wake up and smell the coffee

Mi rigiro ancora qualche minuto sotto il piumone.
Rimango al caldo, avvolta da quelle parole, decidendo volontariamente che forse vale la pena di farmi fregare di nuovo.
Non succedeva da un po' che sorridessi da sola, in una stanza ancora bianca.
E che tutto questo avesse un senso.
Non succedeva da un po' che preparassi la caffettiera e che il caffè uscisse davanti al mio sguardo attonito.
Perché io sono qui e tu sei distante. E nel momento sbagliato, incredibilmente dici le cose giuste.

 
 

Sole

Stasera sono stanca.
Mi succede anche di pensare a te, ogni tanto.
Forse più nel dovuto, più del giusto.
Può darsi che non ci sia qualcosa di giusto in tutto questo, che non ci sia mai stato.
Anche se oggi, mentre ascoltavo l'ultima delle otto ore di lezione, quella sulle biblioteche, per un attimo ho creduto di aver scoperto il significato della distanza.
Della nostra distanza, che è complicata, perché l'abbiamo creata noi due, con le nostre parole sbagliate, con la nostra paura, con i nostri sguardi.
Qualche filo d'erba tra i capelli, un lavandino aperto, l'acqua che scorre e il suo rumore così fastidioso. Qualche sensazione piacevole chiusa in una scatola e nascosta in un cassetto.
Mi lascio distrarre da tutto il resto. E' una meraviglia.
Giornate frenetiche e pienissime, di nozioni, lezione assurde (vedi fonetica oggi), risate, compagni simpatici. Si sta formando una dimensione nuova, in cui mi trovo bene, di cui avevo bisogno.
Piano piano imparo le strade, scopro i posti giusti, so dove trovare l'aula, so con chi stare.
Mi sento bene. Anche se le otto ore di oggi no-stop si sentono.
Così stasera niente tv con la Vale, che è andata al cinema.
Niente pubblicità della smart, per fortuna.
Solo riposo, che domani sono altre sei, più la ricerca dei libri introvabili per l'esame di geografia.
Magari domani offro una pasta qui nella pausa però, perché con un trancio di pizza e basta, io alle cinque sono attanagliata dalla fame.

(Oggi si è discusso dei miei occhi. Meglio della discussione su Grillo di ieri sera, per conoscersi. Molto meglio. L'ho apprezzato, grazie).

scritto dalla vale*
quando? mercoledì 3 ottobre 2007
alle 20:47
Commenti :
 
 

Cos'è la linguistica

Care amiche,
come vi avevo promesso, cerco di spiegarvi, dopo la prima lezione, in che cosa consista il corso di linguistica.
A quanto scrive la docente nel programma,

il corso ha lo scopo di illustrare alcuni concetti fondamentali che riguardano l’organizzazione delle lingue e il punto di vista del linguista.

Verranno introdotti temi di fonologia, morfologia e tipologia linguistica.Agli studenti viene richiesta una conoscenza di base dei vari livelli dell’analisi linguistica e la capacità di applicare principi di analisi a materiali linguistici.

Appurato questo, cos'è 'sta linguistica?
John Lyons ha scritto questa definizione:

"La linguistica può essere definita lo studio scientifico del linguaggio...con studio scientifico si intende l'indagine compiuta su di esso per mezzo di osservazioni controllate e verificabili empiricamente con riferimento ad una qualche teoria generale della struttura linguistica".

Al momento credo di aver capito come comunicano tra di loro le api.
Anche se la definizione più interessante di oggi è stata sicuramente:

SEGNO --> qualcosa che sta per qualcos'altro e serve per comunicare questo qualcos'altro (con un ah beh finale giunto dagli spalti).

scritto dalla vale*
quando? lunedì 1 ottobre 2007
alle 18:03
Commenti :