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Nella città della nebbia

 

Cuori rossi congelati

*La tastiera non sporca le dita di inchiostro blu*

scritto dalla vale*
quando? mercoledì 26 dicembre 2007
alle 22:50
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Inchiostro blu.

Non ho sonno, neanche stasera.
Sto sorseggiando senza troppa convinzione una camomilla.
Ho riempito tre pagine del mio taccuino, dopo qualche giorno in cui l'ho tristemente - senza motivo - trascurato.
Tre pagine fitte di parole - due prigionieri, marchiati a lettere sfuocate, sulla mia carta.
Tu, che potresti liberarti con uno sguardo.
Tu, che potresti rimanere, con una semplice parola, come libero abitante dei miei pensieri.
E neanche adesso, riesco a scrivere. Dove sono le mie parole?
In decadenza. Questi sono i miei fiori del male.
Chiudo gli occhi e ascolto. Mi lascio travolgere dall'energia, mi lascio ossessionare dagli occhi, dalla ricerca dei personaggi.
E come una statua di sale, pietrificata - ho guardato indietro -, aspetto, con la penna in mano, inchiostro blu che mi sporchi le dita.

scritto dalla vale*
quando? mercoledì 19 dicembre 2007
alle 00:23
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Forse mai più...

Dov'era quell'uomo sorprendente, straordinario,
che avrebbe dovuto scegliermi tra la folla?


[...]


Un lampo...poi la notte! - Fuggitiva beltà
il cui sguardo in un attimo mi ha risuscitato,
ti rivedrò soltanto nell'eternità?

Lontano, chissà dove! troppo tardi! forse mai più!
Poiché non so dove fuggi, tu non sai dove vado,
o tu che avrei amato, o tu che l'hai saputo!

- da A una passante di Charles Baudelaire -

*A te, seduto dietro di me in una fredda domenica mattina di fine autunno.*

scritto dalla vale*
quando? martedì 18 dicembre 2007
alle 21:50
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Solo una volta.

- Vale...non ti sembra ora di spegnere la luce?
- Non ho sonno, sono sveglia come un grillo.
- Ma domani hai filologia alle nove e un quarto...
- Lo so, ma cosa vuoi che faccia? Ho anche bevuto la camomilla..
- Solo per trovare il sonno?
- La camomilla sa di coccole...e di ricordi.
- Appunto.
- Sto bene, davvero.
- Devo fidarmi?
- Questa volta sì. Sono giunta a delle conclusioni. E mi hanno aiutata.
- Eh, questa casa...!
- Ti trovi bene anche tu?
- Lo ammetto.
- Non è questione di scappare, abbiamo semplicemente cambiato aria.
- Ti sei posta a una certa distanza...
- ...di sicurezza.
- Era necessario?
- Essenziale.
- Dai, spegni quella luce!
- Ma non ho sonno. Sai da quanto non succedeva?
- Non riesco a capire..Sei contenta di non riuscire a dormire?
- Certo, come su quella panchina sotto le stelle.
- Se lo dici tu...comunque mi stai facendo venire una crisi, diventerò fotofobica.
- Che barba che sei!
- Spegni!
- Ok, ma almeno lasciami leggere un attimo in pace, finché riesco.
- Sei odiosa, quando sei serena.
- Sogni d'oro.

Listening to: Si tu no vuelves - Miguel Bosé Ft. Shakira

scritto dalla vale*
quando? lunedì 17 dicembre 2007
alle 00:42
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L'insostenibile leggerezza dell'essere

*Non avrei potuto leggere questo libro nel momento più sbagliato. Non avrei potuto leggere questo libro in un momento migliore.*

L'idea dell'eterno ritorno è misteriosa e con essa Nietzsche ha messo molti filosofi nell'imbarazzo: pensare che un giorno ogni cosa si ripeterà così come l'abbiamo già vissuta, e che anche questa ripetizione debba ripetersi all'infinito! Che significato ha questo folle mito? Il mito dell'eterno ritorno afferma, per negazione, che la vita che scompare una volta per sempre, che non ritorna, è simile a un'ombra, è priva di peso, è morta già in precedenza, e che, sia stata essa terribile, bella o splendida, quel terrore, quello splendore, quella bellezza non significano nulla. [...]
Diciamo quindi che l'idea dell'eterno ritorno indica una prospettiva dalla quale le cose appaiono in maniera diversa da come noi le conosciamo: appaiono prive della circostanza attenuante della loro fugacità. Questa circostanza attenuante ci impedisce infatti di pronunciare un qualsiasi verdetto. Si può condannare ciò che è effimero? [...]
Tomàs ripete tra sé il proverbio tedesco. Quello che avviene soltanto una volta è come se non fosse mai avvenuto. Se l'uomo può vivere solo una vita, è come se non vivesse affatto.


Come ho già detto, i personaggi non nascono da un corpo materno come gli esseri umani, bensì da una situazione, da una frase, da una metafora, contenente come in un guscio una possibilità umana fondamentale che l'autore pensa nessuno abbia mai scoperto o sulla quale ritiene nessuno abbia mai detto qualcosa di essenziale. Ma non si dice forse che un autore non può parlare che di sé stesso? [...] I personaggi del mio romanzo sono le mie proprie possibilità che non si sono realizzate.

Prima di essere dimenticati, verremo trasformati in Kitsch. Il Kitsch è la stazione di passaggio tra l'essere e l'oblio.

da "L'insostenibile leggerezza dell'essere" di M. Kundera

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scritto dalla vale*
quando? sabato 15 dicembre 2007
alle 12:11
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Luci

Ti voglio bene, Vale.
Mi serve un po' del tuo incanto.


[Santa Lucia *Passeggiata serale sotto le luci di Natale*]

scritto dalla vale*
quando? giovedì 13 dicembre 2007
alle 21:44
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Alone

Lately I can't seem to colour what we've lost,
it all seems like bad means,
when lovers turn from lust,
then I try - try to smoke alone.
[Lately - Skunk Anansie]

Poco fa ho comprato un anello. Per me.
E' un gesto totalmente privo di significato e l'oggetto, di per sé, è assolutamente banale.
Ma come? Non mi lasciavo distrarre solo da qualcosa di estremamente bello o interessante?
Eppure ora porto questo anello al dito indice della mano sinistra.
Avevo bisogno di fare un regalo a me stessa, piccolo, ma gratuito. Annientare, anche se solo per un istante, la pesantezza del mio dentro, con la leggerezza di un particolare esteriore. Ma la mia vera natura non demorde e anche questo anello viene caricato dal mio dentro di un significato comprensibile solo a me stessa, e forse alla piantina grassa qui accanto.
C'era bisogno di questo, come del Negroni di ieri sera. Quando finalmente mi girava la testa. E' necessario trovare un motivo? No, hai perfettamente ragione. Io posso decidere di non volerlo.
Perché è del tutto ragionevole e, anche se il mio stomaco è attorcigliato e dolente e il mio dentro totalmente irrazionale nel desiderio di una parola sincera negata, me ne rendo perfettamente conto. E' ragionevole che io non voglia averlo, quel dannato motivo.
Non mi convince, come il sapore del Negroni, ma come il Negroni mi ha fatto finalmente girare la testa, questo ragionamento così lucido mi ha portata a comprarmi un banale anello di ematite da portare sul mio dito indice della mano sinistra. Ed è una cosa meravigliosa.

scritto dalla vale*
quando? mercoledì 12 dicembre 2007
alle 11:57
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La nebbia pavese non è una leggenda

[foto scattata meno di 3 ore fa, mentre andavo a lezione]

scritto dalla vale*
quando? martedì 11 dicembre 2007
alle 11:36
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Le parole fraintese

Se seguissi tutte le conversazioni tra Sabina e Franz, con i loro fraintendimenti potrei mettere insieme un grosso dizionario.

- da "L'insostenibile leggerezza dell'essere" di M. Kundera -

scritto dalla vale*
quando? lunedì 10 dicembre 2007
alle 20:46
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Ok, fai pure

Caro Ste,
ho letto con interesse la tua relazione.
Scarse capacità tecniche, l'avrai notato senza essere un critico.
Ho solo preso in mano una matita, la stessa che uso per sottolineare il libro di filologia, e un blocco di carta bianca. Mi sono messa davanti a un quadro di Delacroix che mi piace molto. Non sapevo cosa fare per sfogare l'esigenza impellente di esprimermi.
Niente storie per la testa, in questo periodo. Poche parole, credo di essere calata di qualità. Forse avrei più contenuto, ma a volte succede...se c'è contenuto, viene meno la poesia.
Quei capelli a puré. In effetti a volte mi chiedo cosa rimarrà quando avrò cinquantanni di questa massa riccia e incolta che mi porto sul capo. Avrò anche a cinquantanni questo tratto selvaggio in cui nascondere dei fili d
'erba? Su un punto hai ragione: comunque sia, avrò sempre la parola per difendermi e sarò sempre distratta da qualcosa di estremamente bello. Una cosa però devo dirtela. Comincio a temere che la storia della nebbia pavese sia tutta un'invenzione: io qui non l'ho ancora vista, ma il poter definire Pavia La città della Nebbia, dona un certo fascino alla mia vita. E tu sai che mi piace apparire un po' eroina romantica tormentata quel tanto che basta per affascinare i curiosi. Nel frattempo ho anche avvisato le mie coinquiline della mia potenziale crudeltà omicida, in modo che al momento opportuno sappiano in qualche modo difendersi.
Dopo due mesi qui, era necessario fissare dei punti. Chi meglio di te poteva psicoanalizzarmi in modo così incisivo e soddisfacente?

Ti rigrazio, dall'alto della mia vita asimmetrica senza un pelo fuori posto.
(Che vuol dire che conviverò eternamente con orgoglio con le mie contraddizioni interne - e anche con quelle esterne).
Tua Foggyna88

scritto dalla vale*
quando? mercoledì 5 dicembre 2007
alle 21:36
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Tu dimentichi?

Ti sento, al punto che disturbi...
Filtra un po' di luce, da quella fessura.
E poi, improvvisamente, quella luce scompare. Ma quando sto per chiudere definitivamente la porta, tu torni e io la lascio socchiusa, perché ci sia una sottile barriera tra il mio cuore e le tue parole sbagliate.
Avrei dovuto girare la chiave tempo fa, allontanarmi di più. Allontanarmi davvero.
Invece non ne sono stata capace. Non ho dimenticato. Percepisco ancora il tuo respiro, le tue dita sulla mia pelle. E tu? Tu dimentichi?
Vorrei poter dire che ti conosco, vorrei poterlo scrivere senza intuire che non è così.
Cosa darei, ora, per sapere quello che pensi, per essere in grado di dirti quello che sento. Non lo so e la mia unica speranza, questa sera, è che non lo sappia neanche tu. Che tu desideri la mia presenza, ma che lotti con te stesso per cancellarmi.
Dovrei implorarti di sputarmi veleno in faccia, di farmi soffrire, o semplicemente di darmi un motivo. Un motivo per tutto questo, al quale aggrapparmi quando non riesco a sostenere gli sguardi, le parole, le domande. I ricordi.
Quale parte di tutto questo è stata vera? Forse non noi due.

..al punto che è già tardi, rimani quanto vuoi.

scritto dalla vale*
quando? martedì 4 dicembre 2007
alle 22:29
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Cugini


(Perché belli come noi non ce ne sono da nessuna parte!)

scritto dalla vale*
quando? lunedì 3 dicembre 2007
alle 11:59
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