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Nella città della nebbia

 

L'unica cosa che ho è la bellezza del mondo*

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

[da "Le città invisibili" di I. Calvino]

Ha smesso di piovere.
Per tutto il giorno grosse e pesanti gocce di pioggia hanno colpito imperterrite il terreno, l'asfalto, i ciottoli, gli alberi.
E ho sentito scorrere nelle mie vene un liquido denso e scuro come questo inchiostro, come se poco alla volta dentro di me stesse prendendo il sopravvento quella sensazione passata, di tensione e amarezza, che credevo di aver dimenticato.
Ora, mentre l'acqua si congela nel freddo della sera, ricoprendo ogni cosa con una leggera patina lucente, sembra che si possa respirare un po' di tranquillità.
Sono uscita sul balcone della mia camera e ho scoperto quanto sia piacevole restare qui, ferma ad osservare. L'aria fredda colpisce il mio viso e finalmente mi costringe a un contatto con il mondo esterno. Avverto i rumori degli appartamenti vicini, percepisco attraverso le ombre che si dilatano su tende bianche, rosse e arancioni i movimenti delle persone che si celano dietro le decine di finestre che posso vedere da qui. Qualcuno, di fronte a me, sta ascoltando della musica. Io mi lascio cullare infine dal silenzio, mentre dentro di me rimbomba continuamente l'ultima frase del libro che ho divorato ieri sera.
E poi vedo davanti a me il tuo sguardo. Hai un modo di sentire così vicino al mio, che le nostre parole e i nostri pensieri sembrano sfiorarsi e per questo stasera mi rivolgo a te.
Ho scoperto che da qualche parte, non posso dirti esattamente dove - non ci è dato ora di saperlo -, c'è una bellezza da salvare.
Questo pare essere in contraddizione con una domanda che mi era stata posta anni fa: quale bellezza salverà il mondo?
Ora io so che non abbiamo la risposta, ma che questa domanda ci affida un compito. Dobbiamo scoprire la bellezza, dobbiamo scovare il suo nascondiglio e dobbiamo salvarla.
Noi abbiamo due strumenti in comune: gli occhi e le parole.
Vorrei rivedere i tuoi occhi illuminarsi di fronte a qualcosa di meraviglioso, vorrei vedere il tuo sorriso mentre guardi il cielo, perché so che sei ancora capace di tutto questo.
So che puoi tramutare quello che raccogli con uno sguardo in parole.
E io farò lo stesso. Perché stasera desidero addormentarmi con questo pensiero positivo, con la speranza che ci sia ancora qualcosa di bello da salvare, nonostante tutto.
Nonostante a volte ci capiti di scorgere il riflesso del nostro cuore ferito e pulsante nelle pozze scure e fangose ai bordi delle strade, nel fumo sfuggevole e sporco emesso dalle bocche dei passanti, nel cielo notturno senza una stella.
Semplicemente siamo vivi, noi due.

Listening to: Beautiful world - Coldplay

*da La Canzone di Alain Delon - Baustelle

scritto dalla vale*
quando? mercoledì 16 gennaio 2008
alle 23:48
Commenti :
 

for this post

 
Anonymous Lola Ha scritto:

...e non vi può fermare nessuno. Davvero bello, Vale.

 
 
Blogger vale* Ha scritto:

Lo spero davvero, Lola. A volte questa convinzione si affievolisce..grazie!

 
 
Anonymous Fede Ha scritto:

"C'è del buono in questo mondo, padron Frodo. Vale la pena lottare per questo." (Il Signore degli Anelli)

 
 
Anonymous Anonimo Ha scritto:

I will not acquiesce in on it. I over precise post. Especially the appellation attracted me to read the intact story.

 
 
Anonymous Anonimo Ha scritto:

Nice brief and this fill someone in on helped me alot in my college assignement. Say thank you you as your information.

 

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