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Nella città della nebbia

 

Il cacciatore di aquiloni

Per te un milione di volte.

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scritto dalla vale*
quando? domenica 30 marzo 2008
alle 10:51
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Inside

Tutto il nostro mondo interiore è realtà, forse perfino più reale del mondo esterno. (Chagall)

 
 

Lei entra sicura [dice devi amare]

Primavera non bussa lei entra sicura
come il fumo lei penetra in ogni fessura
ha le labbra di carne i capelli di grano
che paura, che voglia che ti prenda per mano.
che paura, che voglia che ti porti lontano. [1]

Apro uno spiraglio nel tepore del mio cuore, ancora avvolto nel panno e nella gomma, protetto dai sussulti. Che la primavera, attraverso il cielo blu di cui bevo l'essenza, ubriacando i miei sensi nel bagliore del sole, colpendo a tradimento lo sguardo con timidi e affilati barbagli di luce, suoni convulsi che annunciano accenni di vita prorompente e pronta ad esplodere - come quei boccioli di magnolia tinta di rosa - penetri dentro di me. Ho bisogno di vita. Ho bisogno di lasciarmi prendere per mano, senza timore di guardarti negli occhi.

E mentre soffio a soffio
le spinge lo scirocco
sussurra un altro invito
che dice devi amare
che dice devi amare. [2]

Fuori, nel buio silenzioso, nell'atmosfera attutita e irreale della notte, strepita il vento, trascinando con sé i resti del giorno appena consumato. Respiro senza rumore, con un impercettibile movimento del petto avverto che sono viva. Dice devi amare.


[1] Un chimico - F. De André

[2] Nuvole barocche - F. De André

scritto dalla vale*
quando? mercoledì 19 marzo 2008
alle 01:06
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Tecniche di seduzione

Polidori ha riso; ha detto "Però ogni tanto si possono fare dei piccoli esercizi di provvisorietà, senza arrivare come i buddisti alla contemplazione dei cadaveri in disfacimento. Se ne possono fare di infiniti. Prendi un piccolo tratto di prato, prova a tenerlo perfetto. O prendi un piccolo acquario con pesci e alghe. O la pulizia di una stanza, i rapporti in una famiglia, la temperatura dei tuoi sentimenti. Prova a considerare gli sforzi continui che qualunque equilibrio anche minimo richiede, e con quanta facilità viene sopraffatto dal tempo appena i tuoi sforzi o la tua attenzione si allentano, cancellato come se non ci fosse mai stato. Ti accanisci a tagliare l'erba con tutta la cura di cui sei capace, e la rastrelli e la annaffi e la concimi e la rulli ogni giorno, poi basta che tu smetta di occupartene per due settimane, e l'immagine mentale che avevi del tuo prato non corrisponde più a niente".
"Però l'erba continua a esserci, no?" ''gli ho detto io. "Prende solo un'altra forma. Anche se diventa troppo alta o si dirada o si secca è sempre un prato".
"Ma l'unica cosa tua nel prato era proprio la forma", ha detto Polidori. "Ed è quella che se n'è andata. Il fatto che l'erba continui a esserci è irrilevante. E' al di fuori di te".

Il suo modo di vedere le cose dal di fuori adesso mi esasperava; mi sono alzato, gli ho detto "Parli sempre come se ci fossero delle regole a cui non ci si può sottrarre".

"Ma ci sono", ha detto lui. "Vorremmo tutti che non ci fossero, ma ci sono. E anche se siamo degli animali piuttosto complessi basta un minimo di osservazione per capire come funzioniamo. Una passione si alimenta di quello che non sai di un'altra persona, molto più che di quello che sai. Se non la conosci e hai qualche buon elemento di partenza ti puoi immaginare qualsiasi cosa. Sovrapponi le tue fantasie alle zone d'ombra, e se ci sono tante zone d'ombra hai ancora più spazio, puoi farci stare dei sogni interi. Ma il guaio di una passione è che produce molta luce concentrata, è solo questione di tempo prima che rischiari ogni piccolo angolo. E di solito non ci trovi più molto, quando l'ombra si è dissolta".

- da Tecniche di seduzione di Andrea De Carlo -

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scritto dalla vale*
quando? martedì 18 marzo 2008
alle 13:49
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Sulla Prospettiva - Where the sky meets the earth

"Rimasero a guardarsi per un attimo, ma un attimo di troppo che parve un'eternità".

- da Il cavaliere d'inverno, P. Simons -



Non credo ai miei occhi, e come una bimba impacciata tengo in mano il mio cono gelato, stando attenta a non farlo colare sotto questo timido sole di marzo, che si è faticosamente aperto uno spiraglio tra le nuvole, spazzandole poi tutte, come un ricordo lontano.
Assaporo il mio gelato alla creme brulée - quel gusto che credevo esistesse solo nel romanzo, come l'amore perfetto, costruito sul sottile calcolo del caso.

E per qualche minuto cammino con il mio cono alla creme brulée e mi sento un po' Tatiana, speranzosa e ignara, sulla Prospettiva Nevskij, attendendo - oggi e per sempre - un istante non calcolato, come nuovo sangue, caldo e fluido, rosso vivo, nelle mie vene.

I won't be the last
I won't be the first

Find a way to where the sky meets the earth
It's all right and all wrong
For me it begins at the end of the road

We come and go...

- End of the road, Eddie Vedder -

scritto dalla vale*
quando? martedì 11 marzo 2008
alle 19:14
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Qui

Io sono qui,
sotto la pioggia.
Come te.
- Il tuo dolore è il mio sentire -
E stringo tra le braccia un corpo
ferito e privo di sensi.
Raccolgo le tue lacrime
tra le mie mani e
bagno
il mio cuore,

per restituirgli un battito
di vita.
Respiro, qui.

[Leggendo Due Poesie a T. di C. Pavese]

 
 

Le ore

Scriverà per circa un'ora, poi mangerà qualcosa.
Non mangiare è un vizio, un tipo di droga - con lo stomaco vuoto si sente veloce e pulita, lucida di mente, pronta per una battaglia. Sorseggia il caffè, lo mette giù, stende le braccia. Questa è una delle esperienze più singolari: svegliarsi in quello che sembra un buon giorno, prepararsi al lavoro, ma non cominciarlo ancora veramente. Questo momento racchiude infinite possibilità, intere ore a venire. La mente ronza. Questa mattina può penetrare la foschia, i condotti intasati, raggiungere l'oro. Riesce a sentirlo dentro di sé, una seconda sé stessa indescrivibile, o piuttosto una sé stessa parallela, più pura. Se fosse religiosa la chiamerebbe "l'anima". E' più della somma del suo intelletto e delle sue emozioni, più della somma delle sue esperienze, anche se corre attraverso tutte e tre come vene di metallo brillante. E' una facoltà interiore che riconosce i misteri che animano il mondo, perché è fatta della stessa sostanza, e quando è molto fortunata lei è capace di scrivere attingendo direttamente da quella facoltà. Scrivere in quello stato è la soddisfazione più profonda che conosca. Ma la sua capacità di accedervi va e viene senza preavviso. Può impugnare la penna e seguirla con la mano mentre si muove per il foglio; può impugnare la penna e scoprire che è solo lei: una donna in vestaglia che regge una penna, timorosa e incerta, con una competenza solo superficiale e nessuna idea su dove cominciare o cosa scrivere.

Impugna la penna.
La signora Dalloway disse che avrebbe comprato lei i fiori.

- da Le ore di M. Cunningham -

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Colazione da Tiffany


Moon River | Wider than a mile | I'm crossin' you in style | Some day | Old dream maker | You heart breaker | Wherever your goin' | I'm goin' your way | Two drifters | Off to see the world | There's such a lot of world | To see | We're after the same | Rainbow's end | Waitin' round the bend | My huckleberry friend | Moon River | and me.

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Jules e Jim

[...] L'amore, l'indifferenza si alternavano in loro. Era quest'ultima a guadagnare terreno, ma l'amore, quando c'era, travolgeva ancora tutto.
Kathe aveva detto: "Si ama pienamente per un attimo solo". Quell'attimo ritornava sempre.
"L'amore è una sensazione che gli uomini applicano a sé stessi" aveva detto Jules.

Kathe dovette partire per sei settimane nel suo paese, ed erano d'accordo che Jim l'avrebbe accompagnata. Ma quando Jim l'avvertì che sarebbe rimasto con lei per soli cinque giorni, Kathe partì senza di lui. Altra grande frattura.
Lei non gli scrisse - né lui scrisse a lei.
Jim credette ancora una volta che tutto fosse finito.
E' bello non avere né contratti né promesse, e fare affidamento, un giorno dopo l'altro, solo sul proprio amore. Ma quando soffia il dubbio, si brancola nel vuoto.

- da Jules e Jim di Henri-Pierre Roché -

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