Ma con quanta interezza vivo nella mia immaginazione; come dipendo assolutamente da zampilli di pensiero che mi vengono mentre cammino, mentre mi siedo; cose che roteano nella mia mente, componendovi un incessante corteo, che dovrebbe essere la mia felicità. Una mistura del genere non va d'accordo con la gente insignificante.(V. Woolf)

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Alla Vale piace: cogliere l'istante in cui il caffè borbottando inizia a riempire la caffettiera, leggere passeggiando per strada e scoprire un pezzetto di sé stessa nei personaggi dei libri e poi esprimere nei suoi personaggi le proprie possibilità non realizzate, scrivere e sporcarsi le dita di inchiostro, le parole, le mani, fare colazione con le fette biscottate e la marmellata di mirtilli, rimanere incantata alla finestra a guardare la pioggia, bere lo champagne, sudare in montagna e sentire l'aria fredda sul corpo umido quando arriva in cima, i frutti di bosco, il lago, stare un tempo interminabile sotto la doccia bollente, l'odore della terra bagnata. *.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.*.* Alla Vale non piace: pulire la teiera dalle foglioline inzuppate d'acqua, tagliare i pomodori, usare le posate con il manico di plastica, i piedi, stare su una spiaggia di sassi, rimanere nella vasca da bagno e sentire che l'acqua si raffredda e la schiuma scompare, la luce che filtra di notte dalle fessure delle tapparelle, la neve sporca ai bordi della strada, rifare il letto di mattina, notare i tic nervosi delle persone che la circondano, dover giustificare agli altri le proprie scelte, preparare la valigia il giorno prima di partire, l'odore della benzina e dei cavoli. Inoltre
Quello che Tyler aveva creato era l'ombra di una mano gigante. Ora le dita erano da Nosferatu, tanto erano lunghe, e il pollice era troppo corto, ma lui mi ha spiegato come alle quattro e mezzo in punto la mano era perfetta. L'ombra di una mano gigante era perfetta per un solo minuto e per un minuto perfetto Tyler si era seduto nel palmo di una perfezione che lui stesso aveva creato. Ti svegli e non sei da nessuna parte. Un minuto era abbastanza, ha detto Tyler, c'era da lavorare duro per ottenerlo, ma un minuto di perfezione valeva la fatica. Un momento era il massimo che ci si poteva aspettare dalla perfezione. Ti svegli e tanto basta. [Fight club - C. Palahniuk]
- E i momenti perfetti? Che cosa c'entrano? - Vengono dopo. Prima vi sono dei segni premonitori. Poi la situazione privilegiata, lentamente, maestosamente, entra nella vita della gente. Allora si pone la questione di sapere se se ne vuole fare un momento perfetto- - Sì, - dico io, - ho capito. In ciascuna situazione privilegiata vi sono certi atti che bisogna fare, atteggiamenti che bisogna prendere, parole che bisogna dire; e altri atteggiamenti, altre parole, sono strettamente proibiti. E' così? - Se vuoi... - Insomma, la situazione è della materia che richiede di essere trattata. - E' così, - dice lei, - prima bisognava esser tuffati in qualcosa d'eccezionale e sentire che uno ci metteva ordine. Se tutte queste condizioni fossero state realizzate, il momento sarebbe stato perfetto. - Insomma, era una specie d'opera d'arte. - Me l'avevi già detto, questo, - dice lei contrariata. - Ma no, era...un dovere. Bisognava trasformare le situazioni privilegiate in momenti perfetti. Era una questione di morale. Sì, sì, ridi pure: di morale. - Non rido affatto. [La Nausea - J. P. Sartre]
Billy non era capace di leggere in tralfamadoriano, naturalmente, ma poteva almeno vedere com'erano scritti: gruppetti di simboli separati da stelle. Billy osservò che i gruppetti di simboli potevano essere dei telegrammi. "Esatto" disse la voce. "Sono dei telegrammi?" "Non esistono telegrammi su Tralfamadore. Ma lei ha ragione: ogni gruppo di simboli è un breve messaggio urgente che descrive una situazione, una scena. Noi tralfamadoriani li leggiamo tutti in una volta, non uno dopo l'altro. Non c'è alcun rapporto particolare tra i messaggi, se non che l'autore li ha scelti con cura in modo che, visti tutti insieme, producano un'immagine della vita che sia bella, sorprendente e profonda. Non c'è principio, parte di mezzo o fine, non c'è suspence, né morale, né cause ed effetti. Quella che amiamo dei nostri libri è la profondità di molti momenti meravigliosi visti tutti in una volta." [Mattatoio N.5 - K. Vonnegut]

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