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Nella città della nebbia

 

Africa

11 agosto 2008
Gambo, Etiopia


Querido Manuel,
sono già trascorsi dieci giorni dalla mia partenza e ormai il mio viaggio è a metà.
Credo che da domani i giorni scorreranno veloci, finché potrò contare le ore che resteranno a dividerci.
Le giornate qui scorrono uguali e allo stesso tempo riservano ogni volta una qualche sorpresa.
E’ difficile descrivere quello che sto vedendo e solo da lontano sperimentando.
Il tempo qui è dilatato, perde i confini a cui noi siamo soliti aggrapparci, forse perché costretti dalle circostanze. Credo che tu ti troveresti immediatamente a tuo agio.
Non esiste un orario per un appuntamento e ogni cosa può essere rimandata al momento in cui si avrà voglia di farla.
Mi conosci e puoi immaginare che la mia natura non mi ha ancora permesso di abituarmi del tutto. Soprattutto di mattina, infatti, non avendo impegni fissi, succede che un’ora intera passi senza che io faccia nulla. Aspettiamo magari di trovare qualcuno che ci accompagni per una passeggiata, vaghiamo alla ricerca di qualche lavoretto da sbrigare.
Per fortuna, i bambini non mancano mai.
Afferrano la mia mano cinque o sei alla volta e questo basta loro per un sorriso.
Io non posso fare a meno di volere bene a ciascuno di loro.
Il mio senso materno, come dici tu. Mi piace pensare che vorresti baciarmi ogni volta che ne tengo uno tra le braccia.
Sento la tua mancanza. Vorrei averti qui, quando torno dalla pediatria verso sera, vorrei un tuo abbraccio e nel tuo abbraccio sciogliere parole che narrano di bolle di sapone, pennarelli e bimbi.
Basta così poco. Non miglioro la loro vita, solo un pomeriggio.
A volte mi sembra di ricevere molto più di quanto stia dando.
Mi chiedo se questo viaggio non sia più per me stessa che per la gente di qui.
Ogni giorno cerco di ricordare il motivo per cui ho desiderato questa esperienza. Non lo so, neanche dopo dieci giorni. Però sono felice, partita senza aspettative, in un certo senso ho trovato quello che cercavo.
E anche qui (quanti chilometri ci separano?) sono innamorata di te.

***

Questa lettera mai spedita è tratta dal mio diario.
E' difficile racchiudere in poche righe tutto il contenuto di queste tre settimane.
Forse, le immagini sono più eloquenti.

 

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Blogger Alessandro Susin Ha scritto:

Belle parole e belle immagini :-) Bentornata

 
 
Blogger vale* Ha scritto:

Grazie ^^

 

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