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Nella città della nebbia

 

Bonjour, il pleut.

Soffia un vento freddo. Si infila sotto i vestiti ancora leggeri e annuncia silenziosamente l'arrivo dell'autunno.
E' questo vento, che ulula nelle orecchie e scompiglia i capelli, che mi porterà via, nell'altro posto - non altrove, ché Altrove non so ancora dove sia, solo un sogno lontano e impalpabile.
La sensazione che questo vento mi aiuti a fuggire, piuttosto che a trasferirmi, punge il mio cuore - cuore che ora sente tutto, cuore palpitante, rumoroso e indifeso, cuore completamente scoperto. 
Il diamante è stato infranto da tempo, il panno mordibido è ripiegato accuratamente in un cassetto. Ora respiro e vivo.
Sostengo come posso tutto il peso di questo settembre, così difficile. 
Giorni indefiniti, in cui il corpo occupa spazio in un luogo e una parte di me è già irrimediabilmente proiettata di là.
Come se ricominciare tutto, anche se in una nuova casa, con nuove persone, con nuovi corsi e altri undici esami, significasse riattraversare uno specchio. Odio l'idea che nonostante tutto aleggia dentro di me, che tutto quello sia un universo parallelo, perché significa che non toccherà mai davvero tutto questo, che sto per lasciare di nuovo. E mi chiedo se davvero desideri che questi due mondi si fondano, o se in realtà non preferisca che restino ben distinti. Consapevole che uno dei due sta prevalendo sull'altro. 
Esattamente come un anno fa, riempio la valigia di speranze, sogni, buoni propositi. E la chiudo con un po' di voglia di andare via, che non sono così convinta di voler nascondere.

scritto dalla vale*
quando? lunedì 15 settembre 2008
alle 12:22
Commenti :
 

for this post

 
Anonymous Anonimo Ha scritto:

ti amo

 
 
Blogger Caterina Ha scritto:

"Consapevole che uno dei due sta prevalendo sull'altro".

Come lo capisco questo.

 

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